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(DiPietro) ( er...[at]libero.it ) - su it.politica in data 2008-07-20 14:59:01
Silvio, il magnaccia, libera tutti



Silvio libera tutti


Oggi ho rilasciato alcune dichiarazioni ad una trentina di giornalisti della
stampa estera. Ho trovato i giornalisti molto interessati, se non increduli,
per quanto sta accadendo nel nostro Paese. Una fase economica molto
difficile, di recessione, aggravata da un dilagante malcostume nella
gestione della res publica e da una classe politica che sembra vivere su un
altro pianeta. Effettivamente questa sensazione è più che giustificata vista
lattività parlamentare di questi ultimi mesi. Riporto una parte del
discorso sulla nuova e sbalorditiva norma salva amici del Premier. Il
discorso è semplice, la larga maggioranza dei reati non è più punibile. Ora
il sistema giudiziario italiano è KO, speriamo sia sufficiente per
permettere alla banda di governo di fare gli interessi dei cittadini.

Intervista:

Antonio Di Pietro: Io credo che il compito principale del governo, e anche
dellopposizione, oggi nel nostro Paese, ma non solo nel nostro Paese,
debbano essere le questioni di rilevanza economica, specie in vista di una
recessione cavalcante e in vista di un potere dacquisto bloccato da parte
delle famiglie e, per quanto riguarda lItalia, a differenza di altri Paesi,
di un deficit pubblico potenzialmente in aumento e di uno spreco di pubblico
denaro irrazionale e ancora non controllato.
Questi sono i mali dItalia che si innestano sui mali delle moderne
democrazie liberali che troviamo allinterno del mondo occidentale. Rispetto
a questi temi, che rappresentano lurgenza dellagenda politica italiana, al
contrario, già dal primo giorno in cui si è insediata lattuale legislatura,
ci stiamo occupando di tuttaltro. Addirittura ce ne stiamo occupando con
decretazione durgenza, come se queste fossero le urgenze e le emergenze del
Paese e non le questioni a cui ho prima accennato.
Tra queste segnalo una progressione di leggi fatte approvare per specifici
interessi personali del premier. Segnalo innanzitutto questa situazione:
finora non cè stato un solo provvedimento durgenza che non contenesse in
sé almeno una norma che interessi in via personale il premier stesso, o
qualcuno dei suoi amici. E lanomalia che noi dellIdV contestiamo è che
queste norme ad personam sono inserite allinterno di provvedimenti, che di
per sé potrebbero avere una valenza anche importante, ma che diventano
veicolo di interessi strettamente personali. Fatta questa premessa,
ripercorrendo la normazione durgenza fatte in queste settimane, noi vediamo
che il primo atto del governo è stato il decreto legge con cui sono stati
approvati e ratificati una serie di disposizioni dellUnione europea e della
commissione europea, con cui sono stati prorogati tutta una serie di termini
obbligatori che erano in scadenza: il cosiddetto decreto proroga -
termine. Il primo decreto ad essere stato fatto. Si tratta di un decreto
realmente urgente. Se scadono i termini, e le cose non sono finite, bisogna
farle, ma inserire allinterno di quel provvedimento e per di più in
violazione della Corte di giustizia europea, la norma salva Rete 4 è un
abuso personale in atti legislativi. E così, è necessario fare una serie di
interventi per rendere più efficiente la lotta alla criminalità, ma
allinterno di questi inserire una norma per ridurre le intercettazioni,
impedendo la pubblicazione di quelle rilevanti, in virtù di esigenze
personalissime del Presidente del Consiglio, addirittura esigenze notturne
dello stesso, a noi questo pare davvero un abuso di funzione.
Così noi dellItalia dei Valori contestiamo il fatto che, allinterno di un
pacchetto sicurezza, che di fondo noi auspichiamo poiché cè bisogno di una
legislazione che dia più sicurezza ai cittadini, vengano inserite norme che
di fatto arrivano a creare ancor più insicurezza.
Con il provvedimento approvato ieri, un ultimo emendamento, dellultimo
minuto, di fatto ha reso impunibili tutti i criminali che vengono condannati
ad una pena effettiva fino a sette anni e mezzo. Ogni cittadino italiano che
alla fine del processo riceve una pena fino a sette anni e mezzo, non farà
un solo giorno di carcere.

Giornalisti: Perché?
Antonio Di Pietro: Ed è amaro per me, conoscitore della materia, costatare
come linformazione su questo tema, sia sostanzialmente assente. Io ieri
lho detto nel corso mio intervento, ma evidentemente è uninformazione che
nono si vuol far circolare. Allora, vediamo cosa è stato inserito in questo
provvedimento: è stata inserita una norma che io ho definito salva-amici
del premier. Ma facciamo un passo indietro. Noi ogni giorno facciamo un
decreto legge finalizzata a sistemare una pratica che serve a lui, aveva
necessità di fare una legge che bloccasse i suoi processi, perché alcuni
processi sono arrivati a sentenza e non riesce in questa legislatura a fare
ciò che è riuscito a fare nellaltra: restringere i tempi sulle
prescrizioni, depenalizzare alcuni reati, in questa legislatura il premier
ha dovuto per forza pretendere una norma che bloccasse i processi che lo
riguardassero, così ha fatto la salva- premier. La salva premier salva il
premier ma non i cittadini. e nel processo salva premier, quello David Mills
gli imputati sono due, lui e David Mills, ma il reato è uno, in concorso fra
tutti e due. Allora, facciamo il caso che limputazione fosse di rapina, in
concorso tra me ed unaltra persona, e su di me non si potesse procedere, il
giudice che fa la sentenza nei suoi confronti, per motivare la sua
colpevolezza, cioè aver fatto una rapina insieme a me , deve necessariamente
parlare anche di me. Deve spiegare chi ha fatto il palo, e chi ha preso i
soldi. Deve necessariamente motivare su tutti e due. Pur avendo salvato sé
stesso da un processo penale, ciò non lo salva da un processo politico e
morale nei confronti del premier. Perché il processo nei confronti di David
Mills va avanti lo stesso. Laltro ieri è stato fatto il processo
salva-premier, io con quel processo ho chiesto di rivedere gli atti.,
denunciai e dissi al premier, i suoi avvocati hanno sbagliato ancora una
volta dissi ieri, perché hanno pensato ma salvare lei, ma si sono
dimenticato di salvare il suo complice, quindi lei riceverà lo stesso la
condanna morale e politica. Neanche a farlo apposta, il giorno dopo, hanno
inserito anche la norma salva-amici del premier. Io lo denunciavo per la
scorrettezza, loro hanno fatto due scorrettezze.

Giornalisti: Cosa dice questa norma?
Antonio Di Pietro: Questa norma dice.. ma dobbiamo fare ancora un passo
indietro, in Italia come in tanti altri ordinamenti giudiziari, esiste
listituto del patteggiamento, un istituito di rilevanza inglese ? , cioè la
possibilità che accusa e difesa si accorgano della possibilità di
patteggiare una pena e in quel caso il giudice riduce di un terzo la pena.
La caratteristica, la ratio, quale è? Io Stato non perdo tempo a fare un
processo, ad acquisire prove, ad ingolfare la giustizia, in cambio se voi vi
accordate sulla pena, riduco di un terzo quello che alla fine ti dovrei
dare. Di più, nella motivazione della sentenza, non devo spiegare le ragioni
della colpevolezza, perché il patteggiamento non equivale a sentenza di
condanna, ma a sentenza di presa datto sullaccordo di una pena, a
prescindere dalla colpevolezza. È un modo che si usa in tutte le
legislazioni per abbreviare i tempi e per trovare un punto dincontro
sullapplicazione di una legge.
Lemendamento emesso ieri allultimo minuto, che cosa ha detto? Ha detto che
lapplicazione della pena, cioè il patteggiamento si può fare anche con i
processi in corso e già finiti. Intanto, aveva un senso fare il
patteggiamento della pena, secondo la norma originaria, in quanto si faceva
prima del processo, adesso si dà la possibilità a tutti di fare il processo,
di perdere ugualmente tempo, di arrivare alla fine, e il giorno prima di
andare in Camera di Consiglio,per decidere quale è la pena, limputato ed i
suoi difensori, sanno che prove si sono acquisite nel dibattimento, e se
sono colpevoli, mica sono scemi! Si prendono un terzo della pena in meno.
Perché è stata introdotta questa diversità? che è un assurdo perché non ha
più quella ratio propria di chi dà un terzo di pena in meno prima che si fa
un processo e quindi prima che si accerta la colpevolezza. Perché è stata
tolta? Perché così nel processo Mills il coimputato, lui per cui non era
stato accettato il procedimento iniziale non era stato richiesto perché
speravano di trovare una soluzione iniziale - adesso a processo finito,
possono applicarla. Lapplicazione del patteggiamento al processo Mills
comporta innanzitutto che Mills avrà una pena che non dovrà scontare perché
ridotta si ridurrà entro i limiti che vi dirò tra poco. E quindi a Mills ciò
potrà andare bene, una volta che valuta le carte e pensa di poter essere
condannato. Secondo, che nella motivazione non dovrà più spiegare la
colpevolezza, e quindi nessuno potrà più permettersi di dire Berlusconi ma
tu sei co-reo perché la motivazione dice la tua colpevolezza. Per ottenere
questa assurda soluzione personalissima, volete sapere quali sono i danni
per il paese? Sono i seguenti. Mettiamo che limputato sia condannato a
sette anni e mezzo, la condanna effettiva che si riserva a rapinatori,
stupratori, spacciatori di droga effettiva, perché una condanna a quindici
anni tra attenuanti generiche, incensurati, una condanna a sette anni e
mezzo è già una bella pena, nel processo di tangentopoli nessuno è stato
condannato a più di sette anni, addirittura i tentati omicidi. tutti questi
reati, alla fine del processo linteressato cosa dice? Bene, patteggio a
sette anni e mezzo, con il patteggiamento a sette anni e mezzo, la pena si
riduce di un terzo, e si arriva a cinque anni. Tre anni labbiamo abbonati
per lindulto dellanno scorso e sono due - con la condanna a due anni è
obbligatorio laffidamento ai servizi sociali, limputato non può andare in
galera. La condanna a sette anni e mezzo comprende quasi la totalità dei
reati, fatta eccezione per lomicidio, i sequestri di persona a scopo di
estorsione e i reati di terrorismo, su sette anni e mezzo a causa del
patteggiamento si scende di un terzo, due anni e mezzo, quindi cinque anni
rimangono. A questo punto dovrebbero essere scontati cinque anni ma tre anni
sono stati condonati a causa dell indulto schifoso, noi abbiamo detto no..
e quindi ne rimangono due. Quando hai una pena fino a due anni, la legge
italiana prevede lobbligatorietà dellaffidamento ai servizi sociali,
perché è una pena minima e quindi non si manda in carcere.

Giornalisti: Come per Previti?
Antonio Di Pietro: Si, come per Previti.
Allora per non avere una motivazione di coimputati, da cui si poteva
rilevare una prova morale e politica di una corresponsabilità, inserisce una
norma del pacchetto sicurezza e attenzione è proprio questo il dramma,
stiamo parlando di un pacchetto in cui viene detto ai cittadini "stiamo
facendo una serie di norme per combattere la criminalità e per produrre più
sicurezza", e prevede tutta una serie di norme che però non produrranno
alcun effetto perché tutti i criminali restano fuori. Questo ho cercato di
spiegare ieri, forse ho sbagliato a leggerlo, perché avrei dovuto parlare in
dipietrese , ogni volta che leggo non parlo dipietrese e questo mi crea
dei problemi, prometto che non lo faccio più!

Postato da Antonio Di Pietro


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