Sette anni dopo ancora a Genova per Carlo Giuliani
È partito da piazza De Ferrari a Genova il previsto corteo per commemorare i
fatti del G8 e diretto in piazza Alimonda dove nel pomeriggio del 20 luglio
del 2001 rimase ucciso Carlo Giuliani.
Ad aprire la manifestazione, alla quale pertacipando diverse centinaia di
persone uno striscione del comitato Carlo Giuliani.
In testa al corteo, tra gli altri, Giuliano Giuliani, Vittorio Agnoletto e
Arnaldo Cestaro, una delle vittime della violenza alla Diaz, già ricevuto
come parte civile nei processi dal sindaco Marta Vincenzi insieme col
giornalista Lorenzo Guadagnucci e Cristian Mirra (anch'essi vittime delle
violenze alla scuola).
Tra i manifestanti sfilano anche Giovanni Russo Spena e Haidi Giuliani.
Sui fatti del G8 di Genova «prima o poi la verità verrà fuori tutta». Ne è
convinto Giuliano Giuliani, il padre di Carlo, che esattamente sette anni fa
perse la vita durante gli scontri con le forze dell'ordine nel capoluogo
ligure. Giuliani rileva che «qualcosa è stato fatto», ricorda la recente
sentenza su Bolzaneto e la requisitoria nel processo per il blitz alla
scuola Diaz: «Sono state condanne tiepide e richieste contenute - rileva -
ma le forze dell'ordine sono state messe sotto accusa per il loro
comportamento. Anche se tra gli accusati manca un pezzo: i reparti speciali
dei Carabinieri. Non vorrei fossero considerati intoccabili», conclude
Giuliani.
Genova sarà candidata a diventare sede di un'agenzia europea per i diritti
dell'uomo: è quanto si propone il sindaco del capoluogo ligure Marta
Vincenzi che ha incontrato nella sede del Comune, alla presenza di una
cospicua parte della sua giunta, alcune parti civili dei processi del G8 per
la Diaz e Bolzaneto, per offrire un «risarcimento morale alle vittime» da
parte delle istituzioni.
Il sindaco ha spiegato l'incontro come «la volontà del Comune di offrire un
riconoscimento morale a coloro che sono stati in quei giorni, vittime,
perchè pur non avendo compiuto alcun gesto, nemmeno lontanamente
avvicinabile ad un gesto di violenza contro la città, in questa città hanno
subito limitazioni di diritti fondamentali. Vogliamo riconoscerlo non solo
per commemorarlo - ha detto - ma anche perché diventi occasione per il
futuro di Genova».
«Il fatto che siano stati fatti processi e arrivino sentenze contribuisce a
chiudere una fase e restituisce molte verità, ma occorrono anche atti
simbolici - ha aggiunto Vincenzi -. Oggi col pensiero che Genova possa
diventare sede di un'agenzia internazionale per i diritti dell'uomo, si
chiude il trauma, si pone fine all'elaborazione del lutto e come città si
individua una possibilità di superamento nella proposta che sul tema dei
diritti Genova possa essere punto di riferimento anche nel futuro».
Pubblicato il: 20.07.08
Modificato il: 20.07.08 alle ore 16.19
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