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Kunz ( <kunz10[at]libero.it> ) - su it.politica in data 2008-05-14 20:51:17
Cipullo cipullo...


A gennaio la sorpresa, Antonio Di Pietro si ricorda del suo ex giornale,
e così nella redazione ormai in via di dismissione, cominciano ad
arrivare dal suo staff una serie di telefonate. Alla direttrice viene
chiesto di certificare l'avvenuto praticantato di Anna Di Pietro. A
fronte di una situazione contributiva regolare, ci tiene a specificare
la direzione del giornale, per far sì che la figlia del ministro possa
sostenere l'esame da giornalista nella prima sessione utile occorre che
Delia Cipullo certifichi ufficialmente l'apporto dato dalla ragazza alla
redazione. La direttrice però da questo orecchio non ci sente e risponde
alle insistenti richieste con un netto no: «Non firmo la certificazione
perché non sussistono gli estremi per farlo. Il praticante deve stare in
redazione e io Anna Di Pietro non l'ho mai vista nemmeno una volta. Non
ha mai ritirato le buste paga. A tutt'oggi è ancora una dipendente della
Editrice Mediterranea, malgrado tutto non l'abbiamo licenziata. Però
fino ad ora non ha mai lavorato e quindi non posso firmare alcunché».


L'ultima telefonata è di due giorni fa, giovedì 13 febbraio. Ma la
Cipullo continua a non cedere. Per la figlia del ministro Di Pietro
niente esame da giornalista. Una questione di rispetto della legge, in
teoria lui dovrebbe capirlo.
I figli so' piezz 'e core, si sa, ma un uomo che fonda le sue fortune
politiche sulla fama di rigoroso cultore delle regole non può farsi
beccare in un plateale fallo di nepotismo: va a finire che in privato
sembra adottare esattamente quei metodi «mastelliani» che ama criticare
in pubblico.