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| PdG |
Antonio La Trippa scriveva il 23/12/2007 :
> Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di sinistra
> (a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra) ma posso sapere
> quali sono i valori di destra non condivisi con quelli di sinistra perchè
> altrimenti sono di entrambi e quindi non possono essere considerati valori di
> destra?
> Grazie.
Un elenco non ha senso, ne dico pertanto uno: meritocrazia nel lavoro,
e chi non lavora un bel calcio in culo, specialmente nella pubblica
amministrazione, ma anche nel privato. Meno barriere per licenziare,
c'e' tanta gente precaria per colpa di parassiti.
--
Diario di un videogioco che non vedrà mai la luce
http://pidigi.blogspot.com/
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| P2 |
"Antonio La Trippa" <brioso2003it@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:Pmwbj.205479$U01.1349331@twister1.libero.it...
> Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di
> sinistra (a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra) ma
> posso sapere quali sono i valori di destra non condivisi con quelli di
> sinistra perchè altrimenti sono di entrambi e quindi non possono essere
> considerati valori di destra?
> Grazie.
Il concetto di destra e sinistra è una semplificazione per mentecatti della
politica.
P2
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| Antonio La Trippa |
"PdG" <pdg.pdg@gmail.com> ha scritto nel messaggio
>
> Un elenco non ha senso, ne dico pertanto uno: meritocrazia nel lavoro, e
> chi non lavora un bel calcio in culo, specialmente nella pubblica
> amministrazione, ma anche nel privato. Meno barriere per licenziare, c'e'
> tanta gente precaria per colpa di parassiti.
>
Detto così mi pare un chiaro e limpido ide adi ciò che la destra è.
Non volevo insultare ma per me la destra è solo male civie e tu ne hai dato
ampia dimostrazione in poche righe.
La meritocrazia a destra viene vista come legge della giungla, dove chi è
bravo (e furbo) va avanti chi non ce la fa peggio per lui.
Per la sinistra la meritocrazia significa premiare i capaci e meritevoli
(come recita la costituzione progressista repubblicana) ma senza per questo
tenere fuori gli altri: il lavoro è un diritto e tutti (sottilineo) tutti
devono poter lavorare.
Sul meno barriere per licenziare, be direi che una buona dose di ignoranza
può dire che sia così in Italia.
E' possibile licenziare a condizione che si dimostri l'incapacità del
soggetto.
Oggi con le nuove tecnologie è possibile misurare le performance di un
lavoratore, solo che le aziende italiane governate da conservatori di destra
(tutti) e di sinistra (molti) non hanno voglia di valutare seriamente ogni
singolo dipendente.
Anche quì è chiarissimo la differenza tra noi progressisti e i disvalori
della destra.
|
| PdG |
Antonio La Trippa ha usato la sua tastiera per scrivere :
> "PdG" <pdg.pdg@gmail.com> ha scritto nel messaggio
>>
>> Un elenco non ha senso, ne dico pertanto uno: meritocrazia nel lavoro, e
>> chi non lavora un bel calcio in culo, specialmente nella pubblica
>> amministrazione, ma anche nel privato. Meno barriere per licenziare, c'e'
>> tanta gente precaria per colpa di parassiti.
>>
> Detto così mi pare un chiaro e limpido ide adi ciò che la destra è.
> Non volevo insultare ma per me la destra è solo male civie e tu ne hai dato
> ampia dimostrazione in poche righe.
parlare bene in italiano no eh?
> La meritocrazia a destra viene vista come legge della giungla, dove chi è
> bravo (e furbo) va avanti chi non ce la fa peggio per lui.
cazzate. La furbizia regna semmai in chi occupa posti a sbafo, portando
a casa uno stipendio non meritato, facendo l'assenteista perche' tanto
e' sicuro che il sindacato lo tutelera' sempre come "debole".
Perche' invece il precario che non trova lavoro perche' le assunzioni
son bloccate, quello si' che e' forte.
> Per la sinistra la meritocrazia significa premiare i capaci e meritevoli
> (come recita la costituzione progressista repubblicana) ma senza per questo
> tenere fuori gli altri:
Appunto, una cazzata. Livelliamo tutto. La solita utopia di sinistra
delle risorse infinite, premiamo tutti ce n'e' in abbondanza. Ma non ce
n'e' in abbondanza. Il premio e' per sua natura un riconoscimento alle
capacita', non un atto dovuto.
> il lavoro è un diritto e tutti (sottilineo) tutti
> devono poter lavorare.
Il lavoro e' ugualmente un diritto quanto un dovere. Se uno abusa dei
primi e se ne frega dei secondi che sia cacciato, aria, ci son persone
disoccupate e magari molto piu' volonterose che quel posto lo meritano
senz'altro di piu'.
> Sul meno barriere per licenziare, be direi che una buona dose di ignoranza
> può dire che sia così in Italia.
> E' possibile licenziare a condizione che si dimostri l'incapacità del
> soggetto.
Sei proprio sicuro sia cosi' facile? Se e' comunque un gran casino nel
privato (tant'e' che molti imprenditori ricorrono al nero o si
rifiutano addirittura di assumere per paura poi di trovarsi con buchi
neri che non riusciranno piu' a togliersi dai piedi), nella pubblica
amministrazione e' di fatto impossibile. Leggevo proprio ieri che son
decenni che in tutta italia non vien licenziato un impiegato pubblico a
causa di negligenza. Leggevo anche che per poter licenziare occorre che
l'impiegato faccia qualcosa tipo "uccidere il capo ufficio", finendo in
prigione e rimanendoci per anni.
Del resto ce l'han raccontata i giornali la storia del professore di
nonricordodove, che si rifiuta di insegnare, si prende ogni anno
regolarmente una quantita' folle di malattia, in classe legge il
giornale, ammette candidamente di non voler far un cazzo, ben conscio
che tanto non lo cacciano. E infatti al massimo l'han trasferito.
Ora tu dimmi se i poveracci di ragazzi che frequentano la scuola ove
lui e' stato trasferito meritano una simile punizione.
Quanti supplenti, quanti giovani maestri e professori esistono,
costretti a lavorar di settimana in settimana, che magari la materia la
sanno 1000 volte meglio di sto farabutto, che magari amano pure il loro
lavoro, ma che son costretti a far la vita da precario, perche' sto qui
non si puo' mandar via?
> Oggi con le nuove tecnologie è possibile misurare le performance di un
> lavoratore,
Gia', il benchmarking.
> solo che le aziende italiane governate da conservatori di destra
> (tutti) e di sinistra (molti) non hanno voglia di valutare seriamente ogni
> singolo dipendente.
Tu li conosci personalmente uno per uno?
Poi per un'azienda da 100.000 dipendenti posso anche capirlo, ma vi
sono molte aziende piccole per le quali un singolo dipendente che rema
contro vuol dire fallimento. Ne ho conosciute. Per un piccolo
imprenditore che fonda una srl da 10 persone figurati se non sarebbe
una manna dal cielo la garanzia non dover tenere anche chi non
collabora, la zavorra..
Che poi in una visione infantile della cosa l'obiezione (tipicamente di
sinistra) e' "ecco bravo, cosi' poi ti sfrutta e poi ti caccia", senza
rendersi conto che per un'azienda un licenziamento e' comunque una
seccatura, vuol dire aver investito in una persona, che presumibilmente
ha imparato qualcosa, e perdere tutto, dovendo ripartir da zero con un
neo impiegato, al quale occorre reinsegnare tutto da capo, inserire, e
nel frattempo passano i mesi e i soldi se ne vanno.
> Anche quì è chiarissimo la differenza tra noi progressisti e i disvalori
> della destra.
Lo e' anche da questa parte, tranquillo.
--
Diario di un videogioco che non vedrà mai la luce
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| (FF68) |
Antonio La Trippa ha scritto:
> Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di sinistra
> (a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra) ma posso sapere
> quali sono i valori di destra non condivisi con quelli di sinistra perchè
> altrimenti sono di entrambi e quindi non possono essere considerati valori
> di destra?
> Grazie.
Ancora in cerca di illuminazioni coi resti del PCI
ora partito radicale di massa?
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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| Antonio La Trippa |
"PdG" <pdg.pdg@gmail.com> ha scritto nel messaggio
>
> cazzate. La furbizia regna semmai in chi occupa posti a sbafo, portando a
> casa uno stipendio non meritato, facendo l'assenteista perche' tanto e'
> sicuro che il sindacato lo tutelera' sempre come "debole".
> Perche' invece il precario che non trova lavoro perche' le assunzioni son
> bloccate, quello si' che e' forte.
>
Il precario serve alle imprese perchè è ricattabile.
Se sei precario e rompi i koglioni, non ti riconfermo.
E poi il precario costa meno quindi conviene eccome.
>
> Appunto, una cazzata. Livelliamo tutto. La solita utopia di sinistra delle
> risorse infinite, premiamo tutti ce n'e' in abbondanza. Ma non ce n'e' in
> abbondanza. Il premio e' per sua natura un riconoscimento alle capacita',
> non un atto dovuto.
>
Mai parlato di risorse infinite, anzi è tipico della cultura di destra
ritenere che il reddito non vada redistribuito.
Il reddito come la crescita non è infinita quindi proprio perchè non
infinito va redistribuito.
Dopo di che io essendo di sinistra ho un idea positiva dell'uomo, non credo
alla teoria dei fannulloni.
Credo che ogni persona, se sufficientemente motivata, produce e rende.
>
> Il lavoro e' ugualmente un diritto quanto un dovere. Se uno abusa dei
> primi e se ne frega dei secondi che sia cacciato, aria, ci son persone
> disoccupate e magari molto piu' volonterose che quel posto lo meritano
> senz'altro di piu'.
>
Ma in Italia si può fare, non vi è nessuna legge che impedisce il
licenziamento per giusta causa e giustificato motivo.
>
> Sei proprio sicuro sia cosi' facile? Se e' comunque un gran casino nel
> privato (tant'e' che molti imprenditori ricorrono al nero o si rifiutano
> addirittura di assumere per paura poi di trovarsi con buchi neri che non
> riusciranno piu' a togliersi dai piedi), nella pubblica amministrazione e'
> di fatto impossibile. Leggevo proprio ieri che son decenni che in tutta
> italia non vien licenziato un impiegato pubblico a causa di negligenza.
> Leggevo anche che per poter licenziare occorre che l'impiegato faccia
> qualcosa tipo "uccidere il capo ufficio", finendo in prigione e
> rimanendoci per anni.
> Del resto ce l'han raccontata i giornali la storia del professore di
> nonricordodove, che si rifiuta di insegnare, si prende ogni anno
> regolarmente una quantita' folle di malattia, in classe legge il giornale,
> ammette candidamente di non voler far un cazzo, ben conscio che tanto non
> lo cacciano. E infatti al massimo l'han trasferito.
> Ora tu dimmi se i poveracci di ragazzi che frequentano la scuola ove lui
> e' stato trasferito meritano una simile punizione.
> Quanti supplenti, quanti giovani maestri e professori esistono, costretti
> a lavorar di settimana in settimana, che magari la materia la sanno 1000
> volte meglio di sto farabutto, che magari amano pure il loro lavoro, ma
> che son costretti a far la vita da precario, perche' sto qui non si puo'
> mandar via?
>
Peccato che qualche tempo fa un dirigento dello stato ha cacciato alcuni
pubblici dipendenti e nessuno ha potuto dire nulla di nulla.
Lo ha fatto perchè in Italia puoi licenziare il fannullone.
Dove non avviene o perchè non è fannullone o perchè non è dimostrabile che
lo sia.
E siccome nessuno può essere accusato e cacciato senza prove (sai io credo
nello stato di diritto, un delinquente va in galera non perchè delinquente
ma perchè si riesce a dimostrare che lo sia), ecco spiegato l'arcano
mistero.
Poi onestamente sta storiella del dipendente fannullone è na bufala.
Dove lavoro io direi che ci sono dirigenti fannulloni ( e non esiste per
loro l'articolo 18), ho conosciuto e conosco imprenditori fannulloni, non è
assolutamente vero che questi debbono per forza lavorare, una volta che
hanno mercato possono anche non fare un cazzzzo i soldi arrivano lo stesso e
se, malaguratamente dovesse andare male, loro i milioni se li sono messi
abbondantemente da parte pagando quattro soldi i dipendenti, (che poi sono
quelli che mandando avanti le imprese), e i poveri dipendenti finiscono in
mezzo ad una strada.
>
> Tu li conosci personalmente uno per uno?
> Poi per un'azienda da 100.000 dipendenti posso anche capirlo, ma vi sono
> molte aziende piccole per le quali un singolo dipendente che rema contro
> vuol dire fallimento. Ne ho conosciute. Per un piccolo imprenditore che
> fonda una srl da 10 persone figurati se non sarebbe una manna dal cielo la
> garanzia non dover tenere anche chi non collabora, la zavorra..
> Che poi in una visione infantile della cosa l'obiezione (tipicamente di
> sinistra) e' "ecco bravo, cosi' poi ti sfrutta e poi ti caccia", senza
> rendersi conto che per un'azienda un licenziamento e' comunque una
> seccatura, vuol dire aver investito in una persona, che presumibilmente ha
> imparato qualcosa, e perdere tutto, dovendo ripartir da zero con un neo
> impiegato, al quale occorre reinsegnare tutto da capo, inserire, e nel
> frattempo passano i mesi e i soldi se ne vanno.
>
Formazione in azienda?????? AHHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHHA
Investire sulle persone????????AHAHHAHAHAHAHAHHAHAHHHAHAHAHHAHAHAHAH
|
| Antonio La Trippa |
"FF68" <inieri@getnet.it> ha scritto
>
> Ancora in cerca di illuminazioni coi resti del PCI
> ora partito radicale di massa?
>
Da chi vuoi essere illuminato da papa Ratzinger?
Dal divito di scopare prima del matrimonio perchè peccato mortale?
Dal rifiuto del preservativo?
Dall'idea che l'embrione è vita e non un agglomerato di cellule?
Dall'idea che gli omosessuali siano dei perversi e non come la scienza ha
ampiamento dimostrato assolutamente normali essendo la omosessualità un
orientamento naturale della persona?
|
| alterego |
Antonio La Trippa ha scritto:
> "FF68" <inieri@getnet.it> ha scritto
>> Ancora in cerca di illuminazioni coi resti del PCI
>> ora partito radicale di massa?
>>
> Da chi vuoi essere illuminato da papa Ratzinger?
O e' meglio maometto col suo corano?
> Dal divito di scopare prima del matrimonio perchè peccato mortale?
Vabbe' a questa non ci crede piu' nessuno.
> Dal rifiuto del preservativo?
Vedi sopra.
> Dall'idea che l'embrione è vita e non un agglomerato di cellule?
La chiesa almeno cerca di fare etica per queste cose.
Con il "razionale" non puoi dimostrare tutto, qui c'entrano solo
convinzioni personali e la chiesa prende l'iniziativa per quanto
riguarda l'etica (per chi ci crede ovviamente).
> Dall'idea che gli omosessuali siano dei perversi e non come la scienza ha
> ampiamento dimostrato assolutamente normali essendo la omosessualità un
> orientamento naturale della persona?
Leva pure l'aggettivo "normale", restano pur sempre una minoranza, e la
minoranza non puo' imporre la normalita'.
Resta il fatto che, se si ragiona dal punto di vista scientifico, la
sessualita' (istinto primordiale) dovrebbe favorire la procreazione e la
continuazione della specie.
Due maschi che se lo infilano in culo, o viceversa due donne che si
slinguazzano il clitoride non procreano e non continuano la specie. Sono
e restano ad un punto morto, quindi di sicuro dal punto di vista
"naturale" non sono affatto la normalita'.
Che poi, sessualita' a parte, vadano considerati esseri umani con tutti
i diritti (e doveri) nulla da eccepire.
|
| PdG |
Antonio La Trippa ha detto questo domenica :
> "PdG" <pdg.pdg@gmail.com> ha scritto nel messaggio
>>
>> cazzate. La furbizia regna semmai in chi occupa posti a sbafo, portando a
>> casa uno stipendio non meritato, facendo l'assenteista perche' tanto e'
>> sicuro che il sindacato lo tutelera' sempre come "debole".
>> Perche' invece il precario che non trova lavoro perche' le assunzioni son
>> bloccate, quello si' che e' forte.
>>
> Il precario serve alle imprese perchè è ricattabile.
Si ma che c'entra? Io sto parlando di precari che rimangono tali per la
mancanza di mobilita', e tu mi rispondi con massime sul lavoro che e'
un diritto per tutti.
Per me il lavoro e' diritto solo di chi lo merita, non esiste un
diritto che ti piove in testa, semmai e' un diritto quello di avere
pari opportunita' per chiunque, ma una volta che parti dallo stesso
punto per me il lavoro diventa una conquista, un qualcosa che ti devi
meritare, mica becera elemosina che ti e' dovuta.
Ma vabbe' e' una delle tante visioni per le quali noi e voi siamo
diversi, e cercar l'uno di convincere l'altro e' una perdita di tempo,
volevi una differenza e te l'ho data.
>> Appunto, una cazzata. Livelliamo tutto. La solita utopia di sinistra delle
>> risorse infinite, premiamo tutti ce n'e' in abbondanza. Ma non ce n'e' in
>> abbondanza. Il premio e' per sua natura un riconoscimento alle capacita',
>> non un atto dovuto.
>>
> Mai parlato di risorse infinite, anzi è tipico della cultura di destra
> ritenere che il reddito non vada redistribuito.
Stai uscendo dal seminato. Si parla di lavoro. Nello specifico vorrei
parlare di pubblica amministrazione. Io sostengo che debba esservi
flessibilita', quantomeno la stessa che c'e' nel privato, e non come
avviene ad oggi una tutela del posto di qualsiasi impiegato a
prescindere.
> Dopo di che io essendo di sinistra ho un idea positiva dell'uomo, non credo
> alla teoria dei fannulloni.
Che lavoro fai?
Che idea ti sei fatto ad esempio del professore, tanto per dirne uno,
di cui ci han raccontato i giornali?
Come reputi il fenomeno dell'assenteismo, di cui proprio in questi
giorni si e' parlato con molto allarme?
> Credo che ogni persona, se sufficientemente motivata, produce e rende.
Nell'utopia "c'e' pane per tutti" ti darei anche ragione, ma quando il
pane non e' per tutti, e c'e' chi non mangia, permetti che dia fastidio
sapere che c'e' chi mangia, magari per due, senza coprire quantomeno i
costi.
>>
>> Il lavoro e' ugualmente un diritto quanto un dovere. Se uno abusa dei primi
>> e se ne frega dei secondi che sia cacciato, aria, ci son persone
>> disoccupate e magari molto piu' volonterose che quel posto lo meritano
>> senz'altro di piu'.
>>
> Ma in Italia si può fare, non vi è nessuna legge che impedisce il
> licenziamento per giusta causa e giustificato motivo.
Nel privato. Ma nel pubblico impiego?
> Peccato che qualche tempo fa un dirigento dello stato ha cacciato alcuni
> pubblici dipendenti e nessuno ha potuto dire nulla di nulla.
Link?
> Poi onestamente sta storiella del dipendente fannullone è na bufala.
> Dove lavoro io direi che ci sono dirigenti fannulloni ( e non esiste per loro
> l'articolo 18), ho conosciuto e conosco imprenditori fannulloni,
Rotfl ma dai.. siamo seri. O vogliamo ridurci alla favola dei buoni e
dei cattivi? Il padrone che in quanto padrone e' per forza uno stronzo
lavativo senza cuore disonestro ladro ecc, ed il dipendente per forza
di cose sfruttato maltrattato mobbizzato umiliato ecc.
> assolutamente vero che questi debbono per forza lavorare, una volta che hanno
> mercato possono anche non fare un cazzzzo i soldi arrivano lo stesso e se,
Ecco nuovamente uno dei motivi per i quali siamo diversi. Questo vostro
voler ragionare per classi, gli imprenditori (che fanno soldi), i
dipendenti (che vengono sfruttati).
Ci son fior fiore di imprenditori che han fallito, che anziche' fare i
soldi son finiti con l'ipotecarsi la casa, e non necessariamente per
negligenza, ma per sfortuna, concorrenza, leggi troppo castranti,
affari andati male. L'imprenditore di sua natura rischia molto di piu'
di un dipendente, e son una frazione quelli che fan successo.
> Formazione in azienda?????? AHHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHHA
> Investire sulle persone????????AHAHHAHAHAHAHAHHAHAHHHAHAHAHHAHAHAHAH
Ancora mi chiedo che lavoro faccia tu.
Nel mio ramo, un'azienda che prendesse persone per tenerle qualche mese
e poi cacciarle regolarmente via, finirebbe entro breve sul lastrico.
--
Diario di un videogioco che non vedrà mai la luce
http://pidigi.blogspot.com/
|
| Destro |
"Antonio La Trippa" <brioso2003it@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:Pmwbj.205479$U01.1349331@twister1.libero.it...
> Io sono di sinistra
Toh,
non l'avevamo capito.
|
| Destro |
"PdG" <pdg.pdg@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:mn.bc8b7d7cd7b298f4.84416@gmail.com...
> Ci son fior fiore di imprenditori che han fallito, che anziche' fare i
> soldi son finiti con l'ipotecarsi la casa, e non necessariamente per
> negligenza, ma per sfortuna, concorrenza, leggi troppo castranti, affari
> andati male. L'imprenditore di sua natura rischia molto di piu' di un
> dipendente, e son una frazione quelli che fan successo.
Un mio ex datore di lavoro, in difficoltà, piuttosto che chiudere l'azienda
mettendo noi dipendenti in crisi,
ha tirato fuori soldi di famiglia per finanziare la prosecuzione
dell'attività.
Quello è stato un imprenditore del quale, ancora oggi ho un alto senso di
rispetto.
|
| alterego |
Antonio La Trippa ha scritto:
> Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di sinistra
> (a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra) ma posso sapere
> quali sono i valori di destra non condivisi con quelli di sinistra perchè
> altrimenti sono di entrambi e quindi non possono essere considerati valori
> di destra?
> Grazie.
>
>
Ti sfido: elenca e descrivi i valori della sinistra.
|
| PdG |
Destro ha detto questo domenica :
> "PdG" <pdg.pdg@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:mn.bc8b7d7cd7b298f4.84416@gmail.com...
>
>> Ci son fior fiore di imprenditori che han fallito, che anziche' fare i
>> soldi son finiti con l'ipotecarsi la casa, e non necessariamente per
>> negligenza, ma per sfortuna, concorrenza, leggi troppo castranti, affari
>> andati male. L'imprenditore di sua natura rischia molto di piu' di un
>> dipendente, e son una frazione quelli che fan successo.
>
> Un mio ex datore di lavoro, in difficoltà, piuttosto che chiudere l'azienda
> mettendo noi dipendenti in crisi,
> ha tirato fuori soldi di famiglia per finanziare la prosecuzione
> dell'attività.
> Quello è stato un imprenditore del quale, ancora oggi ho un alto senso di
> rispetto.
e' capitato anche nella mia ex ditta, casa ipotecata e 60.000 euro di
debiti con i genitori.
--
Diario di un videogioco che non vedrà mai la luce
http://pidigi.blogspot.com/
|
| ErMurena |
On 23 Dec, 17:51, "Antonio La Trippa" <brioso200...@libero.it> wrote:
> Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di sinistr=
a
> (a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra) ma posso sape=
re
> quali sono i valori di destra non condivisi con quelli di sinistra perch=
è
> altrimenti sono di entrambi e quindi non possono essere considerati valori=
> di destra?
> Grazie.
Guarda, te ne dico uno solo, per evitare di fare elenchi lunghi...
la piena accettazione della natura umana nella sua interezza, l'amore
per l'uomo "cosi come è" ( "AS IS" ), e il rifuggire da ogni pretesa
di cambiare la natura umana o forgiarla in nome di un supposto "Ideale
superiore"...
già questo differenzia destra e sinistra in maniera incontrovertibile. |
| ErMurena |
On 23 Dec, 20:01, ErMurena <oscar_raf...@hotmail.com> wrote:
> On 23 Dec, 17:51, "Antonio La Trippa" <brioso200...@libero.it> wrote:
>
> > Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di sinis=
tra
> > (a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra) ma posso sa=
pere
> > quali sono i valori di destra non condivisi con quelli di sinistra perch=
è
> > altrimenti sono di entrambi e quindi non possono essere considerati valo=
ri
> > di destra?
> > Grazie.
>
> Guarda, te ne dico uno solo, per evitare di fare elenchi lunghi...
>
> la piena accettazione della natura umana nella sua interezza, l'amore
> per l'uomo "cosi come è" ( "AS IS" ), e il rifuggire da ogni pretesa
> di cambiare la natura umana o forgiarla in nome di un supposto "Ideale
> superiore"...
>
> già questo differenzia destra e sinistra in maniera incontrovertibile.
Ah, aggiungo inoltre.. come qualcuno ha già evidenziato, che una
differenziazione schematica tra destra e sinistra è fuorviante ,
riduttiva ed ad uso e consumo di chi predica una supposta superiorita'
intellettuale della propria parte rispetto all'altra... |
| Destro |
"PdG" <pdg.pdg@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:mn.bcad7d7c24772068.84416@gmail.com...
> e' capitato anche nella mia ex ditta, casa ipotecata e 60.000 euro di
> debiti con i genitori.
E poi ne parlano male.
Avrebbe potutp lasciarci a casa ed invece per non farlo ci ha messo del suo.
Non ci ha licenziato ma noi ovviamente abbiamo cercato un altro posto di
lavoro.
Lui si è limitato ad aspettare che ci mettessimo a posto.
|
| Barone Barolo |
alterego ha scritto:
> Resta il fatto che, se si ragiona dal punto di vista scientifico, la
> sessualita' (istinto primordiale) dovrebbe favorire la procreazione e la
> continuazione della specie.
> Due maschi che se lo infilano in culo, o viceversa due donne che si
> slinguazzano il clitoride non procreano e non continuano la specie. Sono
> e restano ad un punto morto, quindi di sicuro dal punto di vista
> "naturale" non sono affatto la normalita'.
Qual è la percentuale di rapporti eterosessuali volti alla procreazione?
--
Barone Barolo |
| Nurax |
"Antonio La Trippa" <brioso2003it@libero.it> ha scritto
> Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di
> sinistra (a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra)
> ma posso sapere quali sono i valori di destra non condivisi con quelli
> di sinistra perchè altrimenti sono di entrambi e quindi non possono
> essere considerati valori di destra?
> Grazie.
Ci sarebbe da dire anche sui valori condivisi, sui quali la sinistra
accampa demagogicamente diritti esclusivi come il pacifismo a tutti i
costi, per esempio. La sinistra si riempie la bocca infatti di parole
come pacifismo come se ne avesse l'esclusiva, quando invece però non sa
andare oltre le parole. Ciò che la sinistra ignora è che la pace deve
essere guadagnata con l'azione, non con la parola. Ma andiamo oltre. Per
esempio, che ne dici di "certezza della pena" come valore di destra? Non
pensi che chi uccide una persona meriti più di qualche decina d'anni di
galera, ridotti a cinque con la condizionale, a due con la buona
condotta, a pochi giorni con l'indulto?
|
| alterego |
Barone Barolo ha scritto:
> alterego ha scritto:
>> Resta il fatto che, se si ragiona dal punto di vista scientifico, la
>> sessualita' (istinto primordiale) dovrebbe favorire la procreazione e
>> la continuazione della specie.
>> Due maschi che se lo infilano in culo, o viceversa due donne che si
>> slinguazzano il clitoride non procreano e non continuano la specie.
>> Sono e restano ad un punto morto, quindi di sicuro dal punto di vista
>> "naturale" non sono affatto la normalita'.
>
> Qual è la percentuale di rapporti eterosessuali volti alla procreazione?
Dal punto di vista "naturale" ogni rapporto sessuale e' volto alla
procreazione.
Facendo questa domanda pero' dimostri di non aver minimamente capito
dove sta il punto. |
| Barone Barolo |
alterego ha scritto:
>>> Resta il fatto che, se si ragiona dal punto di vista scientifico, la
>>> sessualita' (istinto primordiale) dovrebbe favorire la procreazione e
>>> la continuazione della specie.
>>> Due maschi che se lo infilano in culo, o viceversa due donne che si
>>> slinguazzano il clitoride non procreano e non continuano la specie.
>>> Sono e restano ad un punto morto, quindi di sicuro dal punto di vista
>>> "naturale" non sono affatto la normalita'.
>>
>> Qual è la percentuale di rapporti eterosessuali volti alla procreazione?
>
> Dal punto di vista "naturale" ogni rapporto sessuale e' volto alla
> procreazione.
> Facendo questa domanda pero' dimostri di non aver minimamente capito
> dove sta il punto.
Ma al contrario. La finalità del rapporto sessuale è il piacere
dell'intimità con un'altra persona. La procreazione è un effetto
collaterale che quasi sempre si cerca di evitare ad ogni costo.
Ovviamente un rapporto omosessuale non comporta la procreazione neanche
come effetto collaterale, ma ha la stessa finalità di quello
eterosessuale. Come dici tu, "due maschi che se lo infilano in culo
[...] non continuano la specie". Ha senso parlare di perversione solo
per questo? Se è così, mi sa che è perversione anche il sesso anale
eterosessuale. Anzi, a pensarci bene anche quello orale...
Se ti pare che non abbia capito quale sia il punto, ti invito a
spiegarti meglio.
--
Barone Barolo |
| alterego |
Barone Barolo ha scritto:
> alterego ha scritto:
>
> Ma al contrario. La finalità del rapporto sessuale è il piacere
> dell'intimità con un'altra persona. La procreazione è un effetto
> collaterale che quasi sempre si cerca di evitare ad ogni costo.
Questa e' una visione estremamente distorta della realta'.
La finalita' del rapporto sessuale e' e rimane la procreazione. E' una
peculiarita' umana averlo trasformato in pura ricerca di piacere.
L'effetto collaterale, come lo chiami tu, e' talvolta non ricercato ma
ti assicuro che manda piu' spesso in crisi le coppie (normali) qualora
non si manifesti a causa, ad esempio, della sterilita' di uno dei due.
> Ovviamente un rapporto omosessuale non comporta la procreazione neanche
> come effetto collaterale, ma ha la stessa finalità di quello
> eterosessuale. Come dici tu, "due maschi che se lo infilano in culo
> [...] non continuano la specie". Ha senso parlare di perversione solo
> per questo? Se è così, mi sa che è perversione anche il sesso anale
> eterosessuale. Anzi, a pensarci bene anche quello orale...
>
> Se ti pare che non abbia capito quale sia il punto, ti invito a
> spiegarti meglio.
Il punto e' che qualcuno sostiene la "naturalezza" del rapporto
omosessuale.
Ma se il rapporto sessuale, dal punto di vista della "natura" (ovvero il
modo con cui l'esistenza della specie umana passata, presente e futura
e' garantita) e' finalizzato alla procreazione, gli omosessuali non si
possono considerare all'interno di questo contesto. La coppia gay e'
(sempre) sterile ed e' quindi (sempre) oggetto della famosa "selezione"
naturale. In altre parole: un palese fallimento delle leggi naturali.
Chiaro adesso? |
| Barone Barolo |
alterego ha scritto:
>> Ma al contrario. La finalità del rapporto sessuale è il piacere
>> dell'intimità con un'altra persona. La procreazione è un effetto
>> collaterale che quasi sempre si cerca di evitare ad ogni costo.
>
> Questa e' una visione estremamente distorta della realta'.
> La finalita' del rapporto sessuale e' e rimane la procreazione.
Un punto di vista difficile da sostenere, dato che questa finalità viene
contrastata in tutti i casi tranne un numero che, misurato sul totale, è
infinitesimale.
Prova a spiegare che l'omosessualità è tanto perversa quanto i rapporti
eterosessuali con contraccezione: la gente ti prende per cretino (e in
effetti con proverbiale cautelala chiesa evita di scendere nei dettagli)
> E' una
> peculiarita' umana averlo trasformato in pura ricerca di piacere.
Questo è vero, e di umani stiamo parlando.
Non che l'omosessualità sia limitata agli esseri umani. Invece non ho
mai sentito parlare di animali che praticano sesso orale, anche se non
posso escluderlo.
> L'effetto collaterale, come lo chiami tu, e' talvolta non ricercato ma
> ti assicuro che manda piu' spesso in crisi le coppie (normali) qualora
> non si manifesti a causa, ad esempio, della sterilita' di uno dei due.
Ma certamente, mica ho detto che la procreazione non sia importante
nella completa realizzazione di una persona.
> Il punto e' che qualcuno sostiene la "naturalezza" del rapporto
> omosessuale.
Con ragione, dato che esiste anche nel mondo animale.
> Ma se il rapporto sessuale, dal punto di vista della "natura" (ovvero il
> modo con cui l'esistenza della specie umana passata, presente e futura
> e' garantita) e' finalizzato alla procreazione, gli omosessuali non si
> possono considerare all'interno di questo contesto. La coppia gay e'
> (sempre) sterile ed e' quindi (sempre) oggetto della famosa "selezione"
> naturale. In altre parole: un palese fallimento delle leggi naturali.
>
> Chiaro adesso?
Per nulla, mi sembra abbastanza contraddittorio. Stai cercando di
dimostrare che l'omosessualità sia "naturalmente sbagliata" in base a
quella stessa legge di "selezione naturale" nonostante la quale (o forse
a causa della quale) esiste.
Certamente commetti un errore quando dai per scontato che
l'omosessualità sia un tratto geneticamente determinato. Io
personalmente lo ritengo poco probabile, e comunque un tale gene non è
stato trovato. Inoltre dalla tua teoria possono seguire solo due
conclusioni:
1) una minoranza di individui omosessuali avvantaggia (in qualche modo)
la specie, o perlomeno non la svantaggia
2) la legge della selezione naturale non rispecchia il modo in cui
avvengono le cose in natura
L'idea secondo cui gli omosessuali sarebbero "disobbedienti", di
"fuorilegge" nei confronti delle leggi naturali, è semplicemente
incoerente. Le leggi naturali non sono qualcosa che si può aggirare e,
di certo, anche l'omosessualità ne è il prodotto.
--
Barone Barolo |
| alterego |
Barone Barolo ha scritto:
> alterego ha scritto:
> Per nulla, mi sembra abbastanza contraddittorio. Stai cercando di
> dimostrare che l'omosessualità sia "naturalmente sbagliata" in base a
> quella stessa legge di "selezione naturale" nonostante la quale (o forse
> a causa della quale) esiste.
No guarda, non sono affatto contradittorio. Secondo me lo e' chi afferma
che e' naturale considerare "normali" le coppie omosessuali.
E le mie argomentazioni vogliono dimostrare solo questo. Non mi sto
inventando delle teorie, mi baso sulle osservazioni fatte da altri, tra
cui gli stessi che sostengono l'aspetto "razionale" della natura delle
cose. Quindi senza tirare in ballo morali varie ma solo i fatti oggettivi.
>
> Certamente commetti un errore quando dai per scontato che
> l'omosessualità sia un tratto geneticamente determinato. Io
> personalmente lo ritengo poco probabile, e comunque un tale gene non è
> stato trovato. Inoltre dalla tua teoria possono seguire solo due
> conclusioni:
> 1) una minoranza di individui omosessuali avvantaggia (in qualche modo)
> la specie, o perlomeno non la svantaggia
> 2) la legge della selezione naturale non rispecchia il modo in cui
> avvengono le cose in natura
>
Senti ma allora se sta omosessualita' non e' un fatto geneticamente
determinato, da dove nasce?
Se non lo e' vuol dire che gli individui non nascono omosessuali per poi
diventarlo per oscuri motivi.
In sto caso allora sarebbe una perversione o devianza.
> L'idea secondo cui gli omosessuali sarebbero "disobbedienti", di
> "fuorilegge" nei confronti delle leggi naturali, è semplicemente
> incoerente. Le leggi naturali non sono qualcosa che si può aggirare e,
> di certo, anche l'omosessualità ne è il prodotto.
Perche' disobbedienti e/o fuorilegge? non lo fanno per un istinto che
non sanno spiegarsi?
Non mi sembra di aver detto che hanno fatto una scelta. E' madre natura
che ha fallito con loro. Gli omosessuali non hanno colpe se non hanno
fatto una scelta, ma di sicuro non hanno nemmeno il diritto di essere
chiamati "normali". |
| Dito |
Il /23 dic 2007/, *PdG* ha scritto:
> Un elenco non ha senso, ne dico pertanto uno: meritocrazia nel lavoro,
> e chi non lavora un bel calcio in culo, specialmente nella pubblica
> amministrazione, ma anche nel privato. Meno barriere per licenziare,
> c'e' tanta gente precaria per colpa di parassiti.
Eppure il vostro ducetto di merda fa esattamente l'opposto: Berlusconi usa le
raccomandazioni come strumento PRINCIPE per il potere. |
| Barone Barolo |
alterego ha scritto:
> No guarda, non sono affatto contradittorio. Secondo me lo e' chi afferma
> che e' naturale considerare "normali" le coppie omosessuali.
La normalità, se non specifichi meglio, è solo un fatto statistico.
> E le mie argomentazioni vogliono dimostrare solo questo. Non mi sto
> inventando delle teorie, mi baso sulle osservazioni fatte da altri, tra
> cui gli stessi che sostengono l'aspetto "razionale" della natura delle
> cose. Quindi senza tirare in ballo morali varie ma solo i fatti oggettivi.
Se non vuoi tirare in ballo morali, non vedo cosa vuoi fare.
L'omosessualità è naturale perché è un prodotto della natura. Non è
"normale" perché la natura ha previsto che si trattasse di una
manifestazione ricorrente ma minoritaria.
>> Certamente commetti un errore quando dai per scontato che
>> l'omosessualità sia un tratto geneticamente determinato. Io
>> personalmente lo ritengo poco probabile, e comunque un tale gene non è
>> stato trovato. Inoltre dalla tua teoria possono seguire solo due
>> conclusioni:
>> 1) una minoranza di individui omosessuali avvantaggia (in qualche
>> modo) la specie, o perlomeno non la svantaggia
>> 2) la legge della selezione naturale non rispecchia il modo in cui
>> avvengono le cose in natura
>
> Senti ma allora se sta omosessualita' non e' un fatto geneticamente
> determinato, da dove nasce?
Ipotizzo che sia geneticamente previsto che la sessualità possa
manifestarsi sia come eterosessualità sia come omosessualità, ma che
l'una o l'altra siano poi definitivamente decise da fattori ambientali.
> Se non lo e' vuol dire che gli individui non nascono omosessuali per poi
> diventarlo per oscuri motivi.
> In sto caso allora sarebbe una perversione o devianza.
Non più di molte pratiche eterosessuali.
>> L'idea secondo cui gli omosessuali sarebbero "disobbedienti", di
>> "fuorilegge" nei confronti delle leggi naturali, è semplicemente
>> incoerente. Le leggi naturali non sono qualcosa che si può aggirare e,
>> di certo, anche l'omosessualità ne è il prodotto.
>
> Perche' disobbedienti e/o fuorilegge?
Perché lo dici tu. Dici che infrangono la legge della selezione naturale.
> non lo fanno per un istinto che
> non sanno spiegarsi?
Certo, e cosa c'è di pià naturale di questo? :-)
> Non mi sembra di aver detto che hanno fatto una scelta.
E io non l'ho scritto.
> E' madre natura
> che ha fallito con loro.
Non avevi detto che non volevi dare giudizi morali?
Bene, perché questo invece lo è.
Per la verità stai facendo di più: stai ipotizzando che "madre natura"
abbia una volontà, e che questa volontà sia contraria all'omosessualità.
> Gli omosessuali non hanno colpe se non hanno
> fatto una scelta, ma di sicuro non hanno nemmeno il diritto di essere
> chiamati "normali".
Ma io non credo che gli omosessuali siano interessati ad essere chiamati
"normali". Più che altro vogliono pari dignità.
--
Barone Barolo |
| Quid |
On Sun, 23 Dec 2007 16:51:59 GMT, "Antonio La Trippa"
<brioso2003it@libero.it> wrote:
>Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di sinistra
>(a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra) ma posso sapere
>quali sono i valori di destra non condivisi con quelli di sinistra perchè
>altrimenti sono di entrambi e quindi non possono essere considerati valori
>di destra?
>Grazie.
>
I valori della sinistra dovrebbero essere quelli della solidarietà
sociale, mentre quelli di destra dovrebbero essere quelli
dell'individualismo in una visione egoistica della vita.
Inoltre, la sinistra dice di difendere la democrazia, mentre alla
destra vanno bene anche sistemi piuttosto autoritari.
Ovviamente, sto parlando di una destra estremista.
In realtà le cose sono più complesse. Prima di tutto, bisogna
considerare che c'è anche la destra moderata, che vuole la democrazia,
ma anche l'ordine e che i delinquenti vengano puniti. Addirittura
esiste anche una solidarietà sociale di destra.
Adesso veniamo alle sorprese. Quelli che ho descritto sono solo dei
dettagli. I comunisti sono per una forma di dittatura, anche se è
quella del proletariato. Sono contrari al liberismo, al mercato e
perfino alla democrazia. Sono feroci avversari dell'America proprio
perchè è la più risoluta a difendere la democrazia. Sono contrari alla
religione. Sono antisemiti, etc.
Chi ancora è nemico dell'America, di Israele, della religione
cristiana, del mercato, del liberalismo e della democrazia?
Semplice: i nazisti, i fascisti, gli islamici.
Ecco quindi che comunisti, nazisti, fascisti e islamici condividono
una grande parte dei pregiudizi (valori come gli altri). Ovviamente un
comunista non è anticomunista e neppure un fascista è antifascista.
Quindi, in generale, ogni ideologia condivide tutti i pregiudizi,
salvo quello contro se stesso.
Sulla base di queste "affinità elettive" le ideologie e le religioni
totalitarie (che vogliono dominare la mente della gente e il mondo
senza condividerlo con altri) si alleano provvisoriamente allo scopo
di combattere l'America e l'Occidente. Non è quindi affatto una
sorpresa vedere le sinistre radicali italiana e quella degli altri
paesi sostenere il terrorismo islamico. Non è neppure una sorpresa che
dei nazisti si siano convertiti all'islam, o che al contrario, il gran
mufti di Gerusalemme, mandò a Hitler 30.000 uomini perchè si
integrassero con le SS nel rastrellamento degli ebrei dei Balcanil.
Ciò spiega anche l'alleanza tra Stalin e Hitler all'inizio della
seconda guerra mondiale.
Vedi, tu chiedevi quali valori sono condivisi e quali no dalla destra
e dalla sinistra. Quello che viene fuori è che ciò che condividono è
molto di più di ciò che li divide.
Sai invece chi è agli antipodi dei totalitarismi? E' la società
aperta, quella basata sul pluralismo, sulla divisione dei poteri,
sulla separazione fra Stato e religione, sulla libertà e sulla
democrazia. Non a caso, ora zio Bin Laden vuole proprio sconfiggere
l'Occidente, identificandolo con l'insieme delle società aperte.
Sfortunatamente, questa alleanza scellerata fra i totalitarismi
finisce non appena hanno sconfitto l'avversario e allora si sbranano a
vicenda, come successe per esempio quando Khomeini prese il potere in
Iran. Anche se i comunisti iraniani lo avevano aiutato con tutte le
loro forze nello sconfiggere lo Shah, Khomeini li massacrò a centinaia
di migliaia.
La destra e la sinistra estreme spesso si alleano e litigano solo
occasionalmente. Il totalitarismo ed il pluralismo invece non hanno
niente in comune, la loro essenza più profonda è inconciliabile e
stanno scontrandosi dai tempi di Pericle. |
| Quid |
On Sun, 23 Dec 2007 20:19:29 +0100, "Nurax" <nurax@nospam.INVALID>
wrote:
>
>"Antonio La Trippa" <brioso2003it@libero.it> ha scritto
>> Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di
>> sinistra (a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra)
>> ma posso sapere quali sono i valori di destra non condivisi con quelli
>> di sinistra perchè altrimenti sono di entrambi e quindi non possono
>> essere considerati valori di destra?
>> Grazie.
>
>Ci sarebbe da dire anche sui valori condivisi, sui quali la sinistra
>accampa demagogicamente diritti esclusivi come il pacifismo a tutti i
>costi, per esempio. La sinistra si riempie la bocca infatti di parole
>come pacifismo come se ne avesse l'esclusiva, quando invece però non sa
>andare oltre le parole. Ciò che la sinistra ignora è che la pace deve
>essere guadagnata con l'azione, non con la parola. Ma andiamo oltre. Per
>esempio, che ne dici di "certezza della pena" come valore di destra? Non
>pensi che chi uccide una persona meriti più di qualche decina d'anni di
>galera, ridotti a cinque con la condizionale, a due con la buona
>condotta, a pochi giorni con l'indulto?
La sinistra non è affatto pacifista. Milita sempre a favore di
qualcuno e con le proprie manifestazioni cerca di provocare il disarmo
dell'avversario o comunque il suo indebolimento. Questo avveniva per
esempio durante l'era di Bresnev quando alla sinistra davano fastidio
solo i missili nucleari americani, avviene ancora oggi quando si
scandalizzano soltanto per le vittime civili provocate dagli americani
in Iraq, ma non dicono niente per le vittimi civili provocate dai
terroristi islamici. Gridano alle incursioni israeliane a Gaza e in
Cisgiordania, dimenticandosi del lancio dei missili kassam in Israele.
Non sono pacifisti, sono i soliti guerrafondai partigiani. |
| PdG |
Dito ha pensato forte :
> Il /23 dic 2007/, *PdG* ha scritto:
>
>> Un elenco non ha senso, ne dico pertanto uno: meritocrazia nel lavoro,
>> e chi non lavora un bel calcio in culo, specialmente nella pubblica
>> amministrazione, ma anche nel privato. Meno barriere per licenziare,
>> c'e' tanta gente precaria per colpa di parassiti.
>
> Eppure
zitto tu, cretino, che son discorsi da grandi.
--
Diario di un videogioco che non vedrà mai la luce
http://pidigi.blogspot.com/
|
| jee |
"PdG" <pdg.pdg@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:mn.bc357d7c026542a6.84416@gmail.com...
> Antonio La Trippa scriveva il 23/12/2007 :
>> Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di
>> sinistra (a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra) ma
>> posso sapere quali sono i valori di destra non condivisi con quelli di
>> sinistra perchè altrimenti sono di entrambi e quindi non possono essere
>> considerati valori di destra?
>> Grazie.
>
> Un elenco non ha senso, ne dico pertanto uno: meritocrazia nel lavoro, e
> chi non lavora un bel calcio in culo, specialmente nella pubblica
> amministrazione, ma anche nel privato. Meno barriere per licenziare, c'e'
> tanta gente precaria per colpa di parassiti.
>
allora al governo c'è sempre stata la sinistra indecente, pure con quello
berlusconi quando sono stati premiati i dipendenti pubblici fino
all'obbrobrio di porre una tassa sui carburanti per pagare inetti tranvieri.
|
| ErMurena |
On 23 Dec, 23:20, Quid <q...@nowhere.com> wrote:
> On Sun, 23 Dec 2007 16:51:59 GMT, "Antonio La Trippa"
>
> <brioso200...@libero.it> wrote:
> >Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di sinist=
ra
> >(a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra) ma posso sap=
ere
> >quali sono i valori di destra non condivisi con quelli di sinistra perch=
è
> >altrimenti sono di entrambi e quindi non possono essere considerati valor=
i
> >di destra?
> >Grazie.
>
> I valori della sinistra dovrebbero essere quelli della solidarietà
> sociale, mentre quelli di destra dovrebbero essere quelli
> dell'individualismo in una visione egoistica della vita.
> Inoltre, la sinistra dice di difendere la democrazia, mentre alla
> destra vanno bene anche sistemi piuttosto autoritari.
> Ovviamente, sto parlando di una destra estremista.
>
> In realtà le cose sono più complesse. Prima di tutto, bisogna
> considerare che c'è anche la destra moderata, che vuole la democrazia,
> ma anche l'ordine e che i delinquenti vengano puniti. Addirittura
> esiste anche una solidarietà sociale di destra.
>
> Adesso veniamo alle sorprese. Quelli che ho descritto sono solo dei
> dettagli. I comunisti sono per una forma di dittatura, anche se è
> quella del proletariato. Sono contrari al liberismo, al mercato e
> perfino alla democrazia. Sono feroci avversari dell'America proprio
> perchè è la più risoluta a difendere la democrazia. Sono contrari al=
la
> religione. Sono antisemiti, etc.
>
> Chi ancora è nemico dell'America, di Israele, della religione
> cristiana, del mercato, del liberalismo e della democrazia?
> Semplice: i nazisti, i fascisti, gli islamici.
>
> Ecco quindi che comunisti, nazisti, fascisti e islamici condividono
> una grande parte dei pregiudizi (valori come gli altri). Ovviamente un
> comunista non è anticomunista e neppure un fascista è antifascista.
> Quindi, in generale, ogni ideologia condivide tutti i pregiudizi,
> salvo quello contro se stesso.
>
> Sulla base di queste "affinità elettive" le ideologie e le religioni
> totalitarie (che vogliono dominare la mente della gente e il mondo
> senza condividerlo con altri) si alleano provvisoriamente allo scopo
> di combattere l'America e l'Occidente. Non è quindi affatto una
> sorpresa vedere le sinistre radicali italiana e quella degli altri
> paesi sostenere il terrorismo islamico. Non è neppure una sorpresa che
> dei nazisti si siano convertiti all'islam, o che al contrario, il gran
> mufti di Gerusalemme, mandò a Hitler 30.000 uomini perchè si
> integrassero con le SS nel rastrellamento degli ebrei dei Balcanil.
> Ciò spiega anche l'alleanza tra Stalin e Hitler all'inizio della
> seconda guerra mondiale.
>
> Vedi, tu chiedevi quali valori sono condivisi e quali no dalla destra
> e dalla sinistra. Quello che viene fuori è che ciò che condividono è=
> molto di più di ciò che li divide.
>
> Sai invece chi è agli antipodi dei totalitarismi? E' la società
> aperta, quella basata sul pluralismo, sulla divisione dei poteri,
> sulla separazione fra Stato e religione, sulla libertà e sulla
> democrazia. Non a caso, ora zio Bin Laden vuole proprio sconfiggere
> l'Occidente, identificandolo con l'insieme delle società aperte.
>
> Sfortunatamente, questa alleanza scellerata fra i totalitarismi
> finisce non appena hanno sconfitto l'avversario e allora si sbranano a
> vicenda, come successe per esempio quando Khomeini prese il potere in
> Iran. Anche se i comunisti iraniani lo avevano aiutato con tutte le
> loro forze nello sconfiggere lo Shah, Khomeini li massacrò a centinaia
> di migliaia.
>
> La destra e la sinistra estreme spesso si alleano e litigano solo
> occasionalmente. Il totalitarismo ed il pluralismo invece non hanno
> niente in comune, la loro essenza più profonda è inconciliabile e
> stanno scontrandosi dai tempi di Pericle.
Un'esposizione magistrale.
E totalmente condivisibile. |
| jee |
"PdG" <pdg.pdg@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:mn.bc357d7c026542a6.84416@gmail.com...
> Antonio La Trippa scriveva il 23/12/2007 :
>> Io sono di sinistra e so perfettamente bene quali sono i valori di
>> sinistra (a prescindere dall'esistenza o meno di partiti di sinistra) ma
>> posso sapere quali sono i valori di destra non condivisi con quelli di
>> sinistra perchè altrimenti sono di entrambi e quindi non possono essere
>> considerati valori di destra?
>> Grazie.
>
> Un elenco non ha senso, ne dico pertanto uno: meritocrazia nel lavoro, e
> chi non lavora un bel calcio in culo, specialmente nella pubblica
> amministrazione, ma anche nel privato. Meno barriere per licenziare, c'e'
> tanta gente precaria per colpa di parassiti.
allora al governo c'è sempre stata l'indecente sinistra , pure con quello
berlusconi quando sono stati premiati i dipendenti pubblici fino
all'obbrobrio di porre una tassa sui carburanti per pagare inetti
tranvieri, e non vomitiamo all'assunzione benedetta dai legaioli dei
forestali in calabria.
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