Commenti politica  
semper A ( <semper_a[at]comon.eu> ) - su it.politica in data 2007-11-30 11:43:47
Benigni e i confini della satira


La battuta più godibile di tutta la serata è stata del Berlusconi-Cristo che
doveva eleggere il suo San Pietro.

Per il resto ha menato un po' a destra, un po' a manca, più che altro ha
fatto di ogni politico una macchietta, una caricatura all'interno di un
unico teatrino: l'attualità.
C'era " Il Berlusconi" mattatore assoluto, lo zombie Prodi, Clemente
"gianburrasca" Mastella, il "passo indietro" Dalema, l'abominio
Calderoli/Bondi, e qualcun altro...

Satira, ok, umorismo a volte scontato, Benigni delude tutti quei sinistri
che invece l'avrebbero voluto più ossessionato e acrimonioso contro quello
schieramento politico che sta all'opposizione e che quindi, per cavalleria,
dovrebbe essere il meno bersagliato.

Ma qui non ci sono cavalli, quindi alla fine si mena sempre più a destra che
a sinistra, ma che ci volete fare... ormai è così, chiamatelo pure "stato
dell'arte".
Ci sarà sempre un buon motivo per ridere della destra, che è decisamente più
vitale e definita... sulla sinistra invece non ci è dato sapere più di
tanto, e occhio che siamo rai, quindi meglio non prenderla troppo in giro,
attento a come parli Roberto, sii educato e quando perdi il filo puoi sempre
recuperarlo con un riga di comando che deve valere per tutti: "berlusconi".

Grillo non esiste, Travaglio non esiste, la Magistratura non esiste, Santoro
non esiste, uhm, non esiste nemmeno Di Pietro. Ok, non c'è bisogno di dare
troppa importanza a costoro.

Snobbata del tutto, poi, un'intera area del parlamento: i comunisti.

Se la satira presuppone la storia e l'attualità, pare che gli unici
comunisti che Benigni abbia mai conosciuto sono i suoi amici di giovinezza,
Marione, Paolone, Coglione e altra gente bonaria e sconosciuta che passava
le giornate a bere vov, guidare catorci e regolare i conti a suon di
terzine... brava gente, brave persone, gente tranquilla che lavorava...

Ok, allora fammi ridere di Storace, perchè non è che sui comunisti non si
possa fare satira, iè che in Italia, sui comunisti infondo non c'è proprio
un cazzo da ridere.
Concesso qualcosa sulla sinistra in generale, possibilmente quella più
moderata, ma una volta che hai raccontato la solita barzelletta su rutelli,
prodi e mastella, puoi spingerti fino a dalema, tiè, poi ti ritovi davanti
ad una linea rossa che non puoi varcare, nemmeno per scherzo. Rimani a secco
e comincia a pervaderti un senso di vuoto, aridità e tedio e no, non c'è più
un cazzo da ridere su una certa sinistra, ipocrita e fascista, che non farà
mai ridere perchè è la più triste realtà del nostro paese.
Piuttosto cadi come corpo morto cade, tanto potrai rialzarti con quella
parolina magica, ma non varcare mai la soglia dell'inferno.
Ecco, bravo Benigni, ti sei "salvato".